A Cura di Giancarlo Ermotti e Augusto Laforêt

12 Settembre – 20 Ottobre 2017

Opening: 12 Settembre 2017, Ore 18.00

La nostra proposta presenta una selezione di artisti vissuti attraverso la turbolenta Rivoluzione Culturale cinese (1966-1976), movimento socio-politico ispirato dal Presidente del Partito Comunista Cinese, Mao Zedong. Uno dei paradigmi fondamentali del movimento fu il tentativo di eliminare dalla cultura e dalla società gli elementi tradizionali e capitalistici, sostituendoli con quelli inerenti l’Ideologia Comunista e il pensiero Maoista.

Il movimento fu una violenta e sanguinosa lotta di classe: già nel 1981 lo stesso Partito Comunista Cinese riconobbe che la Rivoluzione Culturale era stata “responsible for the most severe setback and the heaviest losses suffered by the Party, the country, and the people since the founding of the People’s Republic”.
Nonostante questa veloce presa di coscenza da parte dei vertici del Partito e le successive iniziative per ristabilire un sistema di governo stabile che garantisse una prospettiva di crescita economica e sociale, la societa’ Cinese rimase per molti anni ancora sotto il pesante giogo del sistema di terrore che caratterizzò il periodo precedente.

Oggi, dopo quarant’anni dalla fine della Rivoluzione Culturale, la tradizione e la millenaria cultura cinese riemergono attraverso personalità artistiche che hanno ereditato e coltivato lo studio dell’arte e del gusto tradizionale. Il percorso personale per arrivare a questo e’ stato travagliato e sofferto: fughe delle famiglie e dalla Cina verso Parigi, New York, Tokyo e altre destinazioni, reinsermenti in contesti sociali nuovi e difficili, ricostruzione della propria identità personale e artistica. Per altri che non hanno potuto o voluto emigrare questo ha rappresentato un lungo periodo di isolamento e silenzio.
Oggi, dopo decenni di veloce crescita economica, il Partito Comunista Cinese affronta l’esigenza di riposizonare la Cina tra le potenze politiche ed economiche mondiali: in questo contesto si inserisce la necessità di un recupero della propria identità culturale. L’arte è un elemento cardine di questa affermazione e numerose attività sono svolte in questo contesto per favorire gli artisti che oggi fiduciosi rientrano in patria per riprendere da dove avevano lasciato, mentre per coloro che decisero di rimanere in Patria si assiste ad una nuova stagione con attività mirate a rivalutare la tradizione e la cultura.

Come la fenice rinasce dalle proprie ceneri, così oggi l’arte cinese ha superato buio decennio della Rivoluzione grazie ad artisti dotati di talento, passione e grande forza di volontà. Il gruppo degli Scholars (secondo l’accezione inglese), di cui fanno parte Lin Yan e Wei Jia, Zhang Yu, Zhou Hao, Ma Ke Lu, Ma Shu Qing, Chen Qiang e Chai Yi Ming, si caratterizza proprio grazie a queste qualità, aggiunte alla profonda conoscenza della millenaria tradizione culturale cinese.
Questa esposizione e’ un omaggio a loro.

 

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Via Carlo Frasca, 3 – 6900 Lugano (Svizzera)

Orari galleria: lun – ven 10 – 18, sabato su appuntamento