Nam June Paik

Nam June Paik

“Afrique mountain memory” – 1991

Polimaterico su tela riportata su tavola, 61x76x15

Seul 1930 – Miami 2006 

Studia a Tokyo e prosegue la sua formazione in Germania, dove entra in contatto con artisti e musicisti d’avanguardia, diventando un membro di spicco di Flux, il movimento dal carattere multimediale e interdisciplinare, impegnato a togliere importanza all’oggetto artistico per darla invece alle situazioni, allo spettacolo e quindi volto alla realizzazione di eventi, performance, happening.

Nel 1963 presenta alla Galerie Parnass di Wuppertal Exposition of Music-Electronic Television, un evento Fluxus passato alla storia come la data d’inizio della videoarte: un percorso espositivo composto da oggetti apparentemente scollegati tra loro e da una serie di televisori, il cui segnale era stato manomesso in vari modi alterando le immagini delle comuni trasmissioni televisive. Nel 1964 si trasferisce a New York e l’anno dopo, con la prima telecamera amatoriale portatile lanciata sul mercato dalla Sony, realizza un video sul traffico caotico nel giorno della visita di Paolo VI alla metropoli. Lo stesso giorno presenta questo suo primo video intitolato “Café Gogo” e un’installazione video, opera sancita come il primo video d’arte della storia. Presentate nelle più importanti rassegne internazionali, le sue opere rimangono fondamentali nel campo della ricerca dell’immagine in movimento.

www.paikstudios.com

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